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MILANO

ANCONA

Concetti fondamentali della psicoanalisi III: Winnicott e Bion

Docente

Stati al limite

Contenuti
Il corso affronterà uno dei nodi più problematici della clinica psicoanalitica contemporanea e forse di più difficile teorizzazione: quello che riconosce o meno negli stati-limite una forma particolare di organizzazione psichica, comunque con diverse opzioni sul versante teorico. La definizione di stato-limite ha dato luogo infatti da molto tempo ad una lunga discussione sulla sua stessa terminologia, la cui insolubilità denuncia l’incertezza di fondo: nuova nosografia o indecifrabilità diagnostica? La tradizionale collocazione dello stato-limite come situazione clinica al confine tra nevrosi e psicosi, infatti, non precisa affatto le sue caratteristiche di entità nosografica singolare, ma sembra designare piuttosto il “limite” dell’analizzabilità stessa, facendo riferimento in particolare alla difficoltà di rappresentare l’assenza e dunque di simbolizzare, insieme a una particolare angoscia di intrusione dell’altro, con la messa in atto di peculiari meccanismi di difesa.
Si tratta allora di una nuova categoria diagnostica, sconosciuta in precedenza e non sempre ammessa – oltretutto con diverse varianti a seconda della cultura e della lingua di provenienza? La sua peculiarità sembra in ogni caso risiedere nella sua perifericità: stato-limite, sindrome borderline, o patologia marginale, tutte le definizioni sembrano evocare una condizione di bordo, di margine, di confine, “un di fuori” delle definizioni, delle certezze, fossero anche quelle della follia. Ma a dispetto della sua perifericità lo stato-limite è sempre più “al centro” della riflessione psicoanalitica, anche in conseguenza della frequenza sempre maggiore con cui si incontrano situazioni extra-nevrotiche – e non necessariamente psicotiche – nella clinica psicoanalitica contemporanea.

Obiettivi della formazione

  • Affrontare la specificità della diagnosi di stato-limite e la sua collocazione in ambito psicopatologico
  • Considerare le sue caratteristiche cliniche rispetto alle tradizionali classificazioni strutturali.
  • Discutere le problematiche maggiori riferibili ai confini (interno-esterno, corpo-psiche, soggetto-oggetto) e ai limiti stessi del trattamento psicoanalitico.

Conoscenze attese

  • Riconoscere la presenza di caratteristiche che possono ascrivere la situazione clinica a quella di stato-limite.
  • Fronteggiare le problematiche riferibili in particolare alle angosce di intrusione e di abbandono presentate da questo tipo di pazienti.
  • Valutare le difficoltà di trattamento inerenti alla domanda del paziente, alla complessa dinamica transferale e alla posizione soggettiva dell’analista.

Bibliografia d’esame
André, J. (2000) Introduzione. L’unico oggetto, in “Gli stati limite”, a cura di J. André, Milano, F. Angeli, p. 7-20.
Baldassarro, A. (2008) “Zone di frontiera: i confini degli stati-limite”, in AA. VV., Il lavoro psicoanalitico sul limite, Milano, Angeli, p. 156-166.
Green, A. (1991) “Il concetto di limite”, in Psicoanalisi degli stati limite, Milano, Cortina, p. 89-121.
Green, A. (2000) Genesi e situazione degli stati-limite, in “Gli stati-limite”, a cura di J. André, Milano, F. Angeli, p. 21-50.
D. Winnicott, La paura del crollo, in Esplorazioni psicoanalitiche, Cortina, Milano, pp. 105-114.

Ultima modifica il Giovedì, 28 Maggio 2020 10:24

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