Le iscrizioni alla Scuola di Specializzazione in psicoterapia IRPA
per l'anno accademico 2022 sono aperte.

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Trasformazione dei legami sociali

Psicoanalisi e teoria del valore - lavoro

Contenuti
Quando riflette sulle dinamiche sociali, la psicoanalisi mette in questione il “dogma centrale” della teoria economica marxista: la teoria ricardiana del valore-lavoro. Jacques Lacan, per primo, ha intravisto che non era più sostenibile. Il plus-valore non si estrae dal lavoro vivo ma da qualcosa d’altro che Lacan chiama “godimento” (e che ha che fare, in ultima analisi, con la differenza specifica del vivente: il sesso e la morte). Nel tempo dell’automazione ne abbiamo la conferma empirica: il consumo produce valore, mentre il lavoro umano tende a sparire. Si capisce subito che non hanno più alcun futuro le teorie umanistiche alle quali il giovane Marx come il primo Lacan erano molto affezionati. Si può parlare di alienazione, di reificazione, di contraddizione capitale-lavoro e perfino di “desiderio” come mancanza, finché il lavoro esiste ed è fonte del valore, ma, declinando il lavoro, queste espressioni perdono di significato. Il problema si sposta: ciò che va liberato non è più il lavoro ma il consumo, non il desiderio ma il godimento. La contraddizione è semmai tra l’appropriazione capitalistica e il consumo generalizzato. Questo è stato compreso da Deleuze e Guattari (e, prima di loro, da Bataille), i quali, non a caso, lo hanno scritto in un libro contro la psicoanalisi freudiana e lacaniana (standard).

Bibliografia d’esame
G.Bataille, La parte maledetta – La nozione di dépense, Bollati Boringhieri, Torino 2015
G.Deleuze – F.Guattari, L’anti-Edipo, Einaudi, Torino 2002

Le pagine oggetto d’esame saranno comunicate durante il corso.

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Gennaio 2020 18:11

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